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Garantista cade dalla sedia per colpa di un TG, anzi no, di due TG |
| di: f. ragusa - intervento del: 29.02.2004 |
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A sentire certe perle di giornalismo, per di pił in prima serata, TG1 e TG2 del 28 febbraio, o si cade dalla sedia o ... si cade dalla sedia. |
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"Garantista cade dalla sedia per colpa di un TG, anzi no, di due TG." Fortunatamente non mi sono fatto male, ma la notizia del giorno, almeno per chi mi vuole bene, poteva essere più o meno questa. E sì, a sentire certe perle di giornalismo, per di più in prima serata, TG1 e TG2 del 28 febbraio, o si cade dalla sedia o ... si cade dalla sedia. In breve, direttamente dalla pagina web del TG1 RAI (ore 1.00 del 29 febbraio), http://www.tg1.rai.it/SITOTG/HPTG1, la notizia che tanti guai mi stava procurando: RIVENDICAZIONI NEL COMPUTER TERRORISMO ISLAMICO. QUINTO ARRESTO A CREMONA. PRESO UN MAROCCHINO. NEL COMPUTER RIVENDICAZIONI DI ATTENTATI IN IRAQ. Avete letto bene: Terrorismo islamico - preso un marocchino - nel computer rivendicazioni di attentati in Iraq. E beh! che c'è di male? Nulla, se ad essere arrestati sono dei marocchini e non i nostri figli. Sì, lo so, buttandola sui sentimenti delle mamme per i figli si gioca sporco, ma visti i tempi e visto certo giornalismo... Allora, cosa farebbe il cuore di una mamma di fronte ad una simile notizia? In primo luogo si porrebbe la domanda più ovvia del mondo: "qual è il reato compiuto da mio figlio?" C'è forse una legge dello Stato italiano che impone di non stare dalla parte della resistenza irachena o di qualsiasi altra resistenza al mondo che combatte contro forze militari straniere di occupazione? Se la memoria non m'inganna e se non l'hanno fatta di nascosto, una tale legge non dovrebbe esistere, per cui i contrari alla guerra prima e all'occupazione dopo dovrebbero poter dormire, per la gioia della proprie mamme, sonni tranquilli. In altre parole, il ritrovamento di questi comunicati non è una notizia, e chi prova a spacciarla per tale o non è un vero giornalista che si pone e pone le domande da porre (scusate il gioco di parole) o, di fatto, non fa il giornalista. Che possa infatti piacere o no ai giornalisti che con tanta enfasi ci hanno "informato" di questi ritrovamenti, la notizia in questione fa chiaramente parte di una più ampia strategia di propaganda tutta tesa a farci digerire la guerra in Iraq prima, i tempi ed i modi della realizzazione del nuovo Iraq dopo. Insomma, va bene passare le veline, ma c'è velina e velina... tanto più che le occasioni per specchiarsi non mancano e le sedie, a casa mia, sono quasi finite.
Franco Ragusa
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