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La catena di San Libero 314
di: R. Orioles - intervento del: 20.12.2005
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Altro che Mani Pulite. Questa č pių grossa. I giudici sono meno liberi di prima, e i giornali molto meno curiosi.
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riccardo orioles <riccardoorioles@gmail.com>
La Catena di San Libero
20 dicembre 2005 n. 314

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Altro che Mani Pulite. Questa è più grossa. I giudici sono meno liberi
di prima, e i giornali molto meno curiosi. Ma a parte questo, il film
è lo stesso (con Fioroni che fra dieci anni si protesterà vittima dei
giudici communisti, ma intanto canta come un fringuello). Che sarebbe
successo se la sinistra avesse avuto il coraggio di appoggiare
davvero, dieci anni fa, la Mani Pulite di allora? Stavolta, invece
della P2 classica, il terreno di cultura sembrerebbe una specie di P2
cattolica (ma oramai chi non è "cattolico" nei palazzi?), abbastanza
trasversale anche se, al solito, i Mackie Messer più kitsch provengono
da destra.

E' ormai vent'anni che in Italia comandano gli imprenditori.
"Impresa" parola magica (mercato, quotato, imprenditore) come una
volta in Russia "socialismo", e più o meno per gli stessi motivi.
Quanto ci hai rimesso, tu personalmente, con Tanzi? E ora, con la
Banca d'Italia a Regina Coeli? Cifre che non saprai mai e che vanno
sommate all'inflazione.

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Beni mafiosi. Continua la campagna di Libera per la confisca e la
ridestinazione dei beni mafiosi. Fra questi ultimi, dopo una serie di
terreni, caseggiati, palazzi, negozi, supermercati, fattorie,
alberghi, industrie, pollerie, piantagioni, allevamenti e altre
imprese, l'Ufficio studi dell'associazione fondata da don Ciotti ha
individuato un'intera isola, situata fra Villa San Giovanni e
Pantelleria, che da tempo si trova - in seguito a una serie di
operazioni sia imprenditoriali che strettamente criminali - in
possesso di Cosa Nostra. A questo punto gli esperti di Libera non
hanno avuto dubbi: l'isola dev'essere tolta alla mafia e restituita ai
cittadini. La vicepresidente dell'associazione, una farmacista
palermitana, è stata incaricata di recuperare l'isola e di predisporne
un piano di riutilizzo a fini socio-occupazionali, con particolare
attenzione per il problema della disoccupazione giovanile.

L'iniziativa, che ha avuto il benestare della classe IIC dell'Istituto
Tecnico Statale "Pirandello" di Ravanusa, dell'operaio Labarbera
Emanuele dell'Apeds (Industria Prodotti e Derivati Solfiferi) di
Vigata, chiusa da dieci anni, della signora Russo Maria Rosaria,
casalinga di Villabate (PA), e di alcuni milioni di altri cittadini
siciliani, è attualmente all'attenzione dei principali esponenti
politici nazionali, da tempo impegnati nel Riscatto del Mezzogiorno e
nella Riforma della Politica. Fra essi spiccano gli onn. Francesco
Rutelli ("Ah, ci vorrebbe uno Sciascia per quest'altra Borsellino!") e
Massimo D'Alema ("Non vediamo l'ora di allearci coi leghisti siciliani
di Lombardo").

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Locri, Valdisusa, Borsellino, Messina... Che cos'hanno in comune? Sono
tutte cose che tre mesi fa non esistevano e nascono in risposta a
situazioni disperate in cui le persone comuni, visto che non c'era
altro da fare, hanno scavalcato i poteri e le opposizioni ufficiali e
hanno cominciato a fare opposizione da sè. Qua gli studenti affrontano
una dittatura mafiosa che lo stato non è capace di estirpare, là i
cittadini difendono dagli intrallazzi la loro valle; qua si scelgono
da sè il candidato di sinistra, visto che altrimenti gli tocca votare
per chissà chi; là vincono a mano bassa un'elezione, nella città più
sgarrupata d'Italia, votando il nuovo sindaco ma non i suoi vecchi
partiti. Questa è la prima cosa in comune: la gente è stufa. E la
seconda? Che tutte queste cose sono vincenti. In Calabria per la prima
volta c'è un movimento antimafia, con carte da giocarsi sul piano
nazionale. In Valdisusa, il governo è dovuto scendere a patti e i
metodi G8 stavolta non hanno pagato. A Messina s'è preso il sindaco, e
- se continua così - si rischia di prendere pure la regione. La
sinistra sta al seguito, ma quella che sta venendo fuori di di
prepotenza è la vecchia cara sfigata "società civile". Sta succedendo
qualcosa, e non all'improvviso.

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Giudici. Procedimento disciplinare, sospensione dalle funzioni e
sospensione dello stipendio in vista per il giudice di Camerino Luigi
Tosti che, essendo fra l'altro di altra religione, si era rifiutato di
tenere le udienze sotto il crocifisso. Interessantissime le
motivazioni con cui l'Avvocato Generale Antonio Siniscalchi e
Procuratore Generale Francesco Favara motivano la punizione.

"Il dott. Tosti - scrivono dunque costoro - si sottrae ai propri
doveri di ufficio, che scaturiscono da un rapporto di impiego, per un
preteso inadempimento da parte dello Stato che continua a non
rimuovere dalle aule di udienza il simbolo della religione cattolica a
lui estranea. I motivi addotti per sottrarsi all'obbligo della
prestazione non possono giustificare, a prescindere dallo loro
fondatezza o meno, l'inadempimento, così come non lo potrebbe una
qualsiasi altra ragione eventualmente legittima con riferimento a
posizioni o comportamenti dello Stato in ordine a diverse altre
apprezzabili problematiche (partecipazione ad atti di guerra,
provvedimenti razziali ecc.) che, comunque, restano estranee agli
obblighi derivanti da un rapporto di impiego".

Traduciamo:
1) Il giudice è un impiegato.
2) Gli impedimenti che egli invoca non sono fondati.
3) Ma anche se fossero fondati, non avrebbe alcuna importanza.
4) Se lo Stato facesse addirittura delle leggi razziali, continuerebbe
a non avere importanza.
5) Egli, come giudice-impiegato, non avrebbe alcun diritto di
obiezione e dovrebbe continuare a fare il suo mestiere
impassibilmente.

* * *
Nel 1936 ai magistrati italiani venne fatto esattamente questo tipo di
discorso. "E' vero, abbiamo fatto le leggi razziali per perseguitare
gli ebrei. Tu devi applicarle tranquillamente perché sindacare la
legge non è affar tuo".

Oggi in Italia, a differenza che nel '36, vige una Costituzione che
prevede formalmente che non si possono perseguitare gli ebrei (nè
applicare leggi altrettanto odiose). Non perché è antipatico, inumano,
ecc. Ma perché, giuridicamente, è *vietato* da una legge precisa, la
Costituzione. Ma la Costituzione vieta al cittadino di perseguitare
gli ebrei o invita semplicemente il legislatore a non far leggi in tal
senso? Il dibattito, nella giurisprudenza italiana, è vecchio e, fin
qui, abbastanza teorico. Ma adesso, lo Stato - nella persona dei
dottori Siniscalco e Favara - dice esplicitamente: "Alla Costituzione,
ci pensiamo noi. Tu, obbedisci al Governo e zitto. Ciò su cui tu devi
giudicare, per quanto ti riguarda, non ha direttamente a che fare nè
con alcuna morale nè con la Costituzione".

* * *
Se lo Stato italiano, oggi come nel 1936, facesse delle leggi razziali
- cioé gravemente ed evidentemente lesive dei principi su cui si basa
la Costituzione - il magistrato Tosti avrebbe, ai sensi di legge,
l'obbligo di allertare i cittadini e di opporsi immediatamente ad esse
con ogni mezzo. Non sarebbe affatto autorizzato a continuare a
giudicare come se nulla fosse, poiché la violazione di questi principi
non costituisce affatto un'"apprezzabile problematica" ma una rottura
violenta del patto sociale fra cittadini e Stato. Nulla potrebbe in
questo caso invocare l'Autorità per essere obbedita, e men che mai
uno stravagante "rapporto d'impiego". E' esattamente questa la
differenza che intercorre fra fascismo e democrazia, fra Stato
totalitario e Repubblica Italiana.

La posizione dei pubblici ufficiali Siniscalco e Favara, nella sua
"innocenza", è dunque profondamente sovversiva dell'ordinamento dello
Stato - del nostro Stato. Ed è l'indizio di come, di buffonata in
buffonata, si sia ormai diffusa l'idea che la Costituzione sia più che
altro un testo letterario di cui ognuno può tener conto o meno a suo
piacere.

Il giudice Tosti non finirà probabilmente in galera per una cosa del
genere, ma certo ne avrà la carriera troncata: per aver difeso la
Costituzione. Un giudice in meno, un episodio di "piccolo" fascismo in
più. Spiace che, su questo, non siano intervenuti Ciampi e il Csm.

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E ora? Lodi Ladrona?

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Memoria. Resterà probabilmente impunito l'omicidio dell'agente
Antonino Agostino, ucciso dalla mafia a Palermo il 5 agosto 1989. Il
Sisde, per cui D'Agostino lavorava, ha infatto opposto il segreto di
stato alla richiesta di elementi d'indagine da parte della
Magistratura.

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Mp3 per sordi. Antonino di mestiere fa l'avvocato specializzato in
diritto delle nuove tecnologie, e per hobby fa il pirata, rimpinzando
il suo computer con ogni genere di file musicale in formato Mp3, ma
c'è un piccolo particolare: Antonino è sordo. "Inizialmente compravo
Cd musicali che ascoltavo a volume altissimo - mi ha spiegato - e in
questo modo riuscivo a percepire le vibrazioni delle onde musicali che
mi attraversavano, e mi piaceva seguire il ritmo dei brani e le
frequenze che entravano in risonanza con il mio corpo. Poi questa
abitudine è diventata troppo costosa: in fin dei conti ogni brano lo
'ascoltavò solamente un paio di volte, ed è così che ho cominciato a
scaricare musica da Internet. Qualche giorno fa ho perso un disco
esterno dove conservavo tutto il mio archivio di Mp3, ma non mi sono
disperato eccessivamente, perché probabilmente molti di quei file non
li avrei mai più riascoltati. Oggi però mi chiedo se non è possibile
studiare dei sistemi alternativi per riconoscere comunque un compenso
agli autori della musica che ho scaricato, senza però essere costretti
all'oneroso acquisto di un Cd". Chi pensa che internet serva per
ascoltare musica a scrocco dovrà ricredersi: c'è chi usa la rete per
sentire vibrazioni anche senza ascoltare nulla, e sarebbe perfino
disposto a pagare qualcosina. [carlo gubitosa]

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Cartolina da Santo Domingo. Edicole. C'è ne sono pochissime in città.
I giornali si vendono ai semafori: scatta il rosso e tre o quattro
ragazze girano tra fila e scarichi delle macchine. Al prezzo di 15
peso, 40 centesimi di euro, trovi il Listin Diario, El Caribe e il
Nacioal. Diario Libre e El Dia sono gratis, free. Questi i più
"presenti sul mercato". Molto diffuso anche l'abbonamento mattutino:
passa il ragazzo in bici e butta la copia, imbustata, sotto casa.
[rocco rossitto]

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Cartolina da una valle occupata. Non avevo mai visto sindaci prendere
manganellate dalla polizia e dire subito dopo: "Non è importante
questo". Non avevo mai visto donne sessantenni, famiglie col figlio in
carrozzina, gente comune, scendere, sotto la neve, per i sentieri
fangosi di montagna per dire no a qualcosa che li riguarda. Mai visto.
Né una valle intera scendere nei prati, tra i lacrimogeni, e restare.
Per dire: "Vogliamo dire la nostra".
Non mi è mai capitato di rilevare che un amministratore leghista, un
comunista, un democristiano, un verde o un diessino, condividano
un'opinione. Una presa di posizione, netta, esattamente opposta di
quella che hanno i loro rispettivi referenti nazionali:
"Smilitarizzate la valle, stop ai cantieri", ripetono tutti, anche il
leghista picchiato. Mai mi era capitato di ascoltare proposte
concrete, moderate, ragionevoli ma rivoluzionarie, come quelle che ho
sentito dal sindaco di un paese di mille abitanti , Nilo Durbiano, ex
macchinista delle Ferrovie, dello Sdi.

Come ben sai, R., faccio il cronista: ho raccontato Sarajevo,
l'Albania, la Palestina, l'Iraq e altro ancora. Ero a Piazza Alimonda
quando moriva Carlo Giuliani. Ho visto, e raccontato, tutte le
principali manifestazioni in Italia da venti anni ad oggi. Ma mai mi
era capitato di vedere un prete attraversare i campi, chilometri, per
andare a fare messa, perché bloccato al check point.
In Val di Susa, pazientemente, donne e uomini, si parlano da anni.
Parlano. Gente normale. Agli amministratori locali, di partiti di
governo e di opposizione, sono arrivate minacce esplicite: "Non vi
ricandideremo". Ma loro vanno avanti. Va avanti il dirigente della Asl
di Sant'Ambrogio, 49 anni, "padre di famiglia e persona pacifica",
come tiene a precisare. "Sono pronto a sporgere denuncia per quello
che ho visto", dice, dopo che ha assistito alla carica di lunedì notte
contro gente che dormiva a presidio del cantiere. "Non avrei mai
pensato, mai, di dovermi difendere dai carabinieri".

In val di Susa suoni ad una porta qualsiasi e chi ti risponde, ne puoi
star certo, ne sa più dell'alta velocità di quanto ne sappia Lunardi.
Gente normale: "Non pensiamo di avere ragione, ma abbiamo delle
ragioni". "Rimarremo qui fino a Natale. E a Pasqua se serve".
Adesso il governo, precipitosamente, tratta. Un punto per la Valsusa.
Sta al movimento, ora, continuare confrontarsi senza dividersi.
[m.panteri]

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Corso di giornalismo. Esercizio. Identificare le 11 marchette
contenute nella seguente "breve di cronaca" di un quotidiano locale.
"Ha riscosso un grande successo il convegno organizzato dall'Istituto
Tecnico Industriale di Carlentini sul mercato del lavoro. Il rettore
dell'università di Enna Salvo Andò ha incantato tutti i presenti con
la sua appassionata e lucida relazione. Gli alunni e i docenti hanno
assaporato ogni parola, applaudendo a più riprese l'oratore. La
macchina organizzativa, coordinata dal dirigente scolastico Teresina
Peluso e dal fiduciario Nuccio Santagate, è stata semplicemente
perfetta. Il dato più importante è che soprattutto i ragazzi hanno
profittato della ghiotta opportunità per chiarirsi le idee sulle
dinamiche del nuovo mercato del lavoro. Alla fine, erano tutti molto
soddisfatti" ("La Sicilia", 14 dicembre 2005).

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Natale. Tenetevi il telefonino dell'anno scorso.

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Spot. È uscita la Guida 2006 per l'informazione sociale: 492 pagine,
230 tabelle, 461 siti web, centinaia di approfondimenti: i fenomeni
letti attraverso cifre, stime e "casi" per capire come il mondo del
sociale sta cambiando. E' realizzata dall' dall'Agenzia Redattore
Sociale (www.redattoresociale.it).
Info: 0734.68191, documentazione@redattoresociale.it

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Spot. Su Arcoiris intervista a Francesco Saverio Borrelli, di Giovanni
Dognini (Radio Città del Capo); Inoltre: Locri e dintorni, di
Alessandro Gagliardo; Viaggio nella Sicilia di Rita Borsellino; e
alcune migliaia di altri video dall'altra faccia dell'informazione.
Bookmark: www.arcoiris.tv

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Memoria. Il movimento Cittainsieme, come ogni anno, invita i catanesi
a ricordare Pippo Fava alla lapide alle ore 17 del cinque gennaio. Si
propone anche, alle ore 19,30 dello stesso giorno di proiettare, in
via Siena, il DVD "La mafia bianca". Il sindaco di Gela, Crocetta, ha
assicurato la sua presenza. Chiunque voglia collaborare alla
elaborazione della iniziativa con suggerimenti, proposte e quant'altro
può farlo lunedì 19, in via Siena, alle 20,30.

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alessandro wrote:
< Media e politici si guardano bene dal sollevare la questione, ma
l'aumento dei prezzi degli ultimi anni - dovuto a euro, caro petrolio,
guerra, recessione, concentrazione industriale, speculazione
finanziaria, immobiliare e commerciale - ha reso giustizia (postuma)
alla scala mobile. Craxi riuscì a convincerci ad rottamare la scala
mobile, con la incredibile tesi che essa fosse la principale causa di
inflazione. Tant'è, ciulare gli italiani è sempre stato molto facile,
dai tempi di "armiamoci e partite!". I prezzi sono più che raddoppiati
in quattro anni. La scala mobile non c'entrava, cari noi, cornuti e
mazziati >

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Giandomenico wrote:
< Sulla scelta del Nuovo Grande Compagno mi pare che i rumeni non
abbiano avuto dubbi: è Tim-Motorola... >

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Enrico Peyretti <e.pey@libero.it>
< "Perché non destiniamo i fondi per le cd. missioni di pace ai
giovani ricercatori e facciamo in tv delle collette per chi vuol
pagare le trasferte dei nostri soldati e sostenere la spesa
militare?". Giustissimo. Sottoscrivo. Con la beneficenza televisiva,
il governo scarica sui cittadini volonterosi ciò che deve fare lui con
le tasse, invece di fare le guerre. Io a Telethon non do niente. Se
moriamo di cancro per ritardo della ricerca, la colpa è di quella
politica (anche la sinistra ha fatto la sua guerra, nel '99) che cura
la morte invece della vita >

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Ettore Lomaglio Silvestri (Ass. cult. Sconfiggiamo la mafia) wrote:
< La pubblicazione dell'intervista denuncia fatta da Christian
Abbondanza a Tiziana, ex moglie di Vincenzo Mamone, boss della mafia
genovese, ha provocato la scomposta reazione della famiglia Mamone che
ha minacciato querele e chiesto l'oscuramento della pagina web.
Abbiamo colto nel segno! Se han la coscienza pulita perché non
affrontano un dibattito pubblico? E poi dovranno oscurare le centinaia
di siti dove è stata pubblicata l'intervista. Vi invito a leggere
l'intervista sul mio blog >
Bookmark: virgilio.it/noallamafia

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Orfeo Zerbinati wrote:
< Una storiella dice che i tedeschi amano gli italiani ma non li
stimano, e gli italiani viceversa. In parte è così, ed in parte è che,
come popoli, ci conosciamo poco per contatti diretti e molto
attraverso stereotipi. Io ho amici in Germania ed ogni volta che vado
a Berlino ne torno un pochino più innamorato, più di Londra o di
Parigi. Non credo che i turchi di Kreutzberg faranno un giorno come
gli arabi delle banlieu. Attenzione però, Berlino e i berlinesi sono
parti speciali della Germania. Quanto ai tedeschi ed alle radici del
nazismo, credo che siano geneticamente meno predisposti verso il
nazismo di quanto lo siamo noi verso il fascismo; non dimentichiamo
Marx, Rosa Luxemburg e magari neanche Lutero. Il senso dello Stato e
la disciplina individuale sono le due grosse differenze fra noi e
loro, a volte giocano a nostro favore, a volte no. Hitler, se fosse
venuto in Italia, avrebbe fatto sicuramente meno danni, però prese da
Mussolini la sua idea di regime >

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AntonellaConsoli <libera@libera.it> wrote:

22 dicembre 1988

< Angusta la casa
non trova spazio nemmeno
in una poesia di natale
Viene una ragazza
ogni tanto
con le briciole del suo amore
e si sforza di inzupparle
non sa se ha ancora un cuore
Vedi dove finisce la poesia
e dove finisce la speranza
sgretoli l'ultimo sorriso
contro un muro freddo
Il the non l'hai mai saputo fare
e la tua pipa è parecchio fumosa
In quella casa piccola
piccola come il mondo
ogni tanto viene una ragazza
stanotte ha cercato
tra mille parole
la più bella per dirti
ti amo
Neanche il sole è stato al suo patto
è arrivata con nubi la nuova giornata
Ma che c'entra, che importa
la ragazza cerca ancora
tra mille parole
la più bella per dirti
ti amo >

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