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Giornalista russo ucciso dalla polizia
di: Red Sv - intervento del: 03.09.2008
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E’ stato arrestato e ucciso "per errore" con un colpo di pistola dalla polizia: è il caso di Magomed Yevloyev, giornalista russo che animava un sito d’opposizione. Lo segnala Reporter senza Frontiere, sollevando non poche polemiche e indignazione.

 

Giornalista russo ucciso dalla polizia

E’ stato arrestato e ucciso "per errore" con un colpo di pistola dalla polizia: è il caso di Magomed Yevloyev, giornalista russo che animava un sito d’opposizione. Lo segnala Reporter senza Frontiere, sollevando non poche polemiche e indignazione.

Dopo quello di Anna Politkovskaya, la giornalista che si occupava della guerra in Cecenia, uccisa nel 2006 in circostanze assai poco chiare, un nuovo caso scuote l'opinione pubblica, russa e non. Magomed Yevloyev, giornalista e proprietario del sito Ingushetiya, è stato ritrovato agonizzante ai bordi della strada, a seguito di un colpo di pistola alla testa: la denuncia viene da Reporter senza Frontiere, il noto osservatorio sui media, e, come riprende CNet News, la vicenda è ancora misteriosa ma "puzza" di censura e di clima liberticida.

L'uomo era stato poco prima arrestato dalla polizia russa a Nazran, nel sud del paese, mentre scendeva da un aeroplano. A breve distanza dal suo ritrovamento il giornalista ha cessato di vivere nel più vicino ospedale. Yevloyev aveva di recente attaccato la polizia per i metodi adoperati sui civili nella propria regione. L'amministrazione locale, molto legata al Cremlino, aveva già dimostrato di non avere gradito le accuse ricevute. Dopo la morte dell'uomo un portavoce della commissione investigativa dell'Ufficio del Procuratore Generale ha dichiarato che durante il trasporto dell'arrestato verso l'ufficio del Ministro degli Interni si è verificato un incidente che ha portato al suo ferimento e che comunque è stata avviata un'indagine sull'accaduto.

Di ben diverso tenore sono però le dichiarazioni del legale di Yevloyev, Kaloi Akhilgov, che, ridicolizzando l'autodifesa della polizia, sottolinea come non vi sarebbe stato "alcun errore" né incidente e che quindi si tratterebbe di un vero e proprio omicidio. Reporter senza Frontiere chiede che questa morte non resti impunita e che la comunità internazionale, in particolar modo la UE, appuri la verità e accerti le colpevolezze.

Yevlovev aveva iniziato ad animare il proprio blog come hobby. Successivamente quel sito era diventato un crocevia di pareri, di testimonianze e di attacchi alle istituzioni. Per il Governo dell'Inguscezia quel sito era ormai una spina nel fianco e una delle voci più conosciute della cosiddetta controinformazione. Ed è possibile che proprio quello spirito libero e quella voglia di controinformare sia costata la vita al giornalista.

Ma nell'attesa di nuovi sviluppi la dichiarazione di RSF ci trova d'accordo: "siamo sdegnati per la morte di Yevloyev… la sua morte non può rimanere impunita". Per il momento le spiegazioni delle autorità non sono sufficienti e ad aggravare il clima di sospetto c'è il fatto che le istituzioni avessero aperto un sito di informazione, dal dominio stranamente simile, che controbilanciasse le denunce del reporter russo ucciso. Un'ammissione nemmeno troppo velata di quanto il sito di Magomed Yevloyev fosse scomodo.

Emanuela Di Pasqua

http://www.visionpost.it/epolis/giornalista-russo-ucciso-per-errore-dalla-polizia.htm